Riforma Terzo settore 2026: nuovi obblighi e controlli dal RUNTS

Il 2026 segna l’entrata a pieno regime di alcune disposizioni previste dal Codice del Terzo Settore per gli Enti del Terzo Settore. Dopo una lunga fase transitoria, il sistema normativo introduce nuove regole che rafforzano gli obblighi di trasparenza, i controlli e gli adempimenti amministrativi a carico degli enti.
Tra le principali novità vi è l’applicazione del nuovo regime fiscale dedicato agli ETS, con criteri più chiari per distinguere tra attività commerciali e attività non commerciali svolte dagli enti. La riforma prevede inoltre regole specifiche per la gestione delle attività economiche e l’introduzione di regimi fiscali dedicati per alcune categorie, come le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale.
Adempimenti obbligatori nel RUNTS
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) rappresenta oggi lo strumento centrale per la gestione e il monitoraggio degli Enti del Terzo Settore. Attraverso questo registro pubblico vengono raccolte tutte le informazioni relative agli enti che intendono operare come ETS, garantendo maggiore trasparenza e tracciabilità delle attività svolte.
Per poter ottenere e mantenere la qualifica di Ente del Terzo Settore è necessario essere iscritti al RUNTS e rispettare una serie di adempimenti amministrativi. Tra questi rientrano l’aggiornamento periodico dei dati dell’ente e il deposito della documentazione richiesta dalla normativa. In particolare, gli enti sono tenuti a pubblicare nel registro il bilancio o il rendiconto annuale, oltre ad eventuali variazioni statutarie o organizzative.
Questi obblighi consentono di assicurare una gestione più trasparente e accessibile anche nei confronti dei cittadini e dei soggetti che interagiscono con l’ente.
I controlli previsti dal RUNTS
Con l’entrata a regime della riforma del Terzo Settore viene rafforzato anche il sistema di vigilanza sugli enti iscritti al RUNTS. Le autorità competenti possono effettuare controlli periodici per verificare la corretta applicazione della normativa e il rispetto degli obblighi previsti per gli ETS. Le verifiche riguardano diversi aspetti della gestione dell’ente, tra cui l’organizzazione interna, lo svolgimento delle attività istituzionali e l’utilizzo delle risorse economiche.
Oltre ai controlli ordinari, possono essere avviate anche verifiche straordinarie nel caso in cui emergano anomalie, irregolarità o segnalazioni specifiche.
Obblighi fiscali e di rendicontazione
Tra gli aspetti più rilevanti della riforma vi sono anche gli obblighi legati alla gestione contabile e alla rendicontazione delle attività svolte dagli enti. Gli ETS sono chiamati ad adottare sistemi contabili chiari e trasparenti, in grado di rappresentare correttamente la situazione economica e finanziaria dell’organizzazione.
La normativa prevede la redazione del bilancio secondo modelli standard definiti a livello ministeriale, con l’obiettivo di rendere i dati più uniformi e facilmente consultabili. Un elemento particolarmente importante riguarda la distinzione tra attività istituzionali e attività commerciali eventualmente svolte dall’ente, che devono essere contabilizzate separatamente.
Inoltre, viene posta maggiore attenzione alla tracciabilità delle entrate e delle spese, così da garantire una gestione corretta delle risorse e una rendicontazione trasparente nei confronti dei soci, dei finanziatori e delle istituzioni.
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